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Lone Survivor, il survival horror indie che fa l’occhiolino a Silent Hill | iSpazioMac App Review



Il panorama degli indie games, negli ultimi anni, è diventato sempre più popolare. Dapprima una minuscola nicchia, ora quasi una moda. E la qualità dei titoli non fa altro che migliorare. Inoltre, peculiarità da non sottovalutare, la produzione indie è quasi sempre multipiattaforma, e ciò giova non poco l’utenza Mac, spesso ben poco considerata dai game developers. Oggi parleremo di Lone Survivor, un survival horror che ha saputo stupirci come ben pochi indie games hanno saputo fare.

Lone Survivor è un indie game sviluppato da Jasper Byrne, che tra le altre cose, in passato ha avuto modo di realizzare altri titoli completamente propri, tra cui un platform dalle meccaniche originali e un de-make di Silent Hill 2 con grafica NES (fra l’altro, gratuito.)

Voi direte, lo sviluppo di un gioco non è possibile senza un buon numero di programmatori alle spalle. E invece no, Lone Survivor è un gioco che regge interamente sulle proprie gambe, e che gambe! Non c’è affatto quell’impressione di essere davanti ad un titolo da quattro soldi, ma ad un’opera ragionata e che sicuramente ha richiesto un considerevole periodo di tempo e non poche fatiche per essere sviluppata.

Ma passiamo ai fatti. Come anticipato, Lone Survivor è un survival horror in due dimensioni. Nessun papiro da leggere prima di iniziare il gioco vero e proprio, semplicemente una camera buia e un personaggio senza nome. Un diario, alcuni appunti (tra cui uno che illustra i pochi comandi di gioco), due finestre da cui filtra la luce della luna e una radio. In breve tempo capiamo che lui è l’unico sopravvissuto da un assalto di mostri affamati, rumorosi e terrificanti.

Cosa fare? Sicuramente uscire dal palazzo in cui il nostro protagonista si trova. Ma come ogni survival horror che si rispetti, l’impresa è tutt’altro che facile. I mostri saranno in grado di stendervi in una manciata di secondi, e voi non avrete inizialmente alcuna arma per combatterli. L’unica soluzione è muoversi nei luoghi più sicuri, magari attirando gli zombie con delle esche e passare inosservati mentre sono distratti. Tutto questo, affinché il nostro protagonista senza nome possa capire cosa sia successo, se ha modo di uscire dal palazzo, se ci sono altre persone in vita.

Muoversi nel palazzo infestato dai mostri non è per niente facile, e questo rende l’azione dannatamente intrigante. Come se non bastasse (e questa è una cosa che accade raramente in un videogioco), il nostro personaggio ha le sue umane debolezze: ha bisogno di mangiare e di dormire. Per dormire, basta tornare nel letto della propria camera (che tra l’altro permette di salvare il gioco).

Il problema più grande è mangiare. Il cibo che si trova in giro è ben poco, per cui andrà utilizzato con parsimonia. Come se non bastasse, molti cibi possono rivelarsi avariati nonostante la loro apparenza, altri necessitano di essere cucinati, altri magari hanno bisogno di un apriscatole, altri sono semplicemente disgustosi (ma il nostro personaggio, davanti alla fame, non farà troppe storie). È anche possibile combinare gli oggetti tra di loro per crearne di altri.

Ovviamente, stare fermi nel proprio luogo sicuro non servirà a niente. Prima o poi le scorte di cibo finiranno. Insomma, bisogna per forza fare qualcosa. Ed è qui che viene il problema.

Gli ambienti sono bui ed angusti, popolati da creature che spesso non è possibile individuare. Strani rumori accompagnano i nostri silenziosi passi. Il primo vero alleato del nostro protagonista è una piccola torcia, la cui autonomia è decisamente scarsa (e ovviamente, le batterie scarseggiano ancora più del cibo). Senza torcia non si va avanti, non si individuano i nemici e risulta impossibile distinguere gli elementi a schermo (e chiedendo al personaggio di analizzarli, semplicemente risponderà che “è troppo buio per vedere”), per cui non appena l’ultima vostra batteria avrà ceduto, il nostro protagonista si lascerà prendere dal panico.

Le visioni che accompagnano i momenti di panico del personaggio sono frequenti, e spesso troveremo all’interno di queste, dei personaggi misteriosi che, senza svelarvi il perché, vi inciteranno ad assumere delle pillole di vario colore che raccoglierete all’interno del gioco. La scelta è vostra: potete prenderle, non prenderle, ma attenzione: non si conoscono eventuali effetti collaterali sul lungo periodo.

L’avventura sarà tutta così, fatta di esplorazioni caute e timorose, angosciati dal fatto che ogni colpo di pistola, ogni esca, ogni strumento utilizzato per farsi strada in questa orda di mostri, potrebbe essere l’ultimo. Senza contare gli strani ruoli e gli strani accadimenti che ruotano attorno ai personaggi che troverete per la vostra strada. Saranno veri o soltanto figure create dalla propria mente ormai disturbata?

Insomma, come forse i videogiocatori avranno potuto capire, siamo davanti ad un titolo che strizza un occhio, ma anche due, alla serie Silent Hill, famosissima per aver fatto saltare milioni di videogiocatori dalle proprie comode sedie. Effettivamente, le similitudini sono parecchie: un luogo quasi privo di entità umane, mostri dappertutto, strane visioni, costante sensazione di angoscia, pochi proiettili e poche provviste. In altre parole, quella stessa sensazione di impotenza davanti ad un mondo improvvisamente collassato senza che ce ne rendessimo conto e quel dubbio costante che tutto ciò che si para davanti sia solo un prodotto della propria mente.

Ma non per questo vogliamo parlare di plagio. Anzi, ci ha fatto piacere ritrovare queste meccaniche in un indie game, soprattutto in un momento dove il genere survival horror gode di poche attenzioni da parte delle grandi software house.

Apriamo anche una parentesi sul comparto tecnico. Sebbene non ci siano state orde di sviluppatori dietro Lone Survivor, l’effetto finale è molto bello. Il gioco è infatti utilizza una grafica e una interfaccia “pixellosa” che molto spesso dà spazio all’immaginazione. Ovviamente non stiamo parlando di un comparto tecnico “vetusto”, ma semplicemente originale.

Ad una grafica piuttosto semplice, peraltro, sono abbinati anche pregevoli effetti di luce, nebbia e quant’altro. E poi ricordiamoci che gran parte del gioco si svolgerà con ben poca luce. Insomma, niente da dire sul lato grafico, degno di un indie game. L’unica cosa che fa storcere un po’ il naso è il modello del protagonista, la cui mascherina per il volto pare più un ghigno completamente fuori tema, e questo fatto spesso può far sorridere.

Molto buono il comparto sonoro. Come abbiamo già anticipato, durante le nostre esplorazioni ci saranno strani rumori un po’ dappertutto, e strani ronzii in presenza di mostri (sembra quasi che il nostro personaggio abbia ereditato la famosa radiolina di Silent Hill!). Anche le musiche sono di ottima fattura, sia nel menu principale che in mezzo alla partita.

Il gioco vi terrà impegnati qualche ora. Se siete giocatori abbastanza smaliziati, il gioco si lascia finire anche in quattro o cinque ore. Ma Lone Survivor è anche piuttosto rigiocabile, data la presenza di molteplici finali, che cambiano in base a determinate azioni prese nel gioco. Per i giocatori occasionali, l’avventura si protrarrà per un po’ più di tempo, data anche la sua difficoltà, che poi è una prerogativa del genere survival.

Consigliatissimo a tutti coloro che sono alla ricerca di qualcosa di profondo e intrigante, e che non si lasciano mettere troppa soggezione dai giochi dell’orrore. Il gioco, localizzato soltanto in lingua inglese, è disponibile sul sito ufficiale in due versioni, entrambe DRM-free. La prima, dal costo di 10$, è il gioco liscio, mentre la seconda, dal costo di 50$ contiene alcuni extra ed è stata pensata per i sostenitori dello sviluppatore (che comunque ha fatto presente che la versione da 50$ sarà limitata a poche copie, per non approfittare troppo degli utenti, che hanno già contribuito abbastanza bene alla copertura dei costi..la pensassero tutti così!).

Il gioco è disponibile anche su Steam a questo indirizzo dove, ancora per qualche ora, lo troverete scontato al 20%. Noi abbiamo provato la versione Steam, che dovrebbe essere dotata di alcune migliorie recenti, che però non tarderanno ad arrivare anche nelle versioni DRM-free. Se infine siete dubbiosi a riguardo dell’acquisto, ecco una demo in Flash che vi farà provare le prime battute del gioco.

Occhio ai requisiti: il gioco necessita almeno OS X 10.6.8, 2 GB di RAM e un processore dual core. Nonostante la sua natura apparentemente semplice, si tratta sempre di un gioco scritto in linguaggio Flash. Noi l’abbiamo eseguito senza problemi su un Macbook Pro 13″ di inizio 2011.

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3 Commenti

  1. Scusate ma e anche in italiano o solo in inglese?

    Thumb up 0 Thumb down 0

 

   Commenti




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